VIVI LA SICILIA

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LA VALLE DEI TEMPLI

Tra mito e realta'

Eccezionale testimonianza storica della Magna Grecia, l’area archeologica di Agrigento offre uno scenario tra i più suggestivi della Sicilia.
La Valle dei Templi si estende per 1.300 ettari a sud della città antica, con costruzioni che risalgono per la maggiore parte al V secolo a.C., epoca in cui Agrigento era all’apice del suo splendore.
I Templi svettano dal promontorio e guardano il mare. Un brivido risale la schiena, immaginando lunghe tuniche bianche salire le imponenti gradinate per rivolgere le proprie preghiere agli dei, con la speranza che, da lassù, più vicini all’olimpo, le preghiere giungano prima.
 
Oggi la valle viene arricchita da diverse mostre d’artisti e scultori contemporanei, come le opere di Igor Mitoraj, un’artista polacco, tra i migliori scultori del nostro tempo.
Si tratta di sculture in totale armonia con la sacralità dei Templi come l’opera dei gemelli Ikaro e Ikaria, posti l’uno accanto all’altra, che condividono lo stesso desiderio di abbracciare in volo quell’anelito di libertà e superare i limiti della natura. Oggi si può vedere solamente la statua dell’Icaro caduto, altrettanto struggente e significativa.
Sono solo quattro invece, le colonne rimaste del Tempio di Dioscuri, dedicato a Castore e Polluce, protettori della musica, danza e poesia, nonché figli di Zeus e Leda. 
La Tomba di Terone, probabilmente del periodo romano, ancora in ottimo stato di conservazione è anch’essa tra le opere più affascinanti del Parco.
Colpisce infine la grandiosità del Tempio di Giove Olimpico, progettato per essere una costruzione colossale e dove si possono ancora vedere le decorazioni con figure umane.
 
La Valle dei Templi accompagna chiunque voglia diventare testimone di un dialogo tra lo spazio e il tempo, passato e presente, mito e realtà.

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CASTELLO DI DONNAFUGATA

La leggenda della Regina rinchiusa nel castello

Donna fugata non è un castello incantato ma un castello che incanta la fantasia di chi lo visita.
Immaginatevi un punto elevato dal mare dal quale osservare Gela, Licata e le alture agrigentine: è dove si erge il Castello di Ronnafugata (in siciliano).
Una leggenda racconta che alla morte del Re di Sicilia, nel 1410, sua moglie Bianca Navarra divenne regina di Sicilia. Il Conte di Ragusa, invaghito della nuova regina e della possibilità di divenire Re, le chiese la mano. Ma la regina, fedele al marito, rifiutò e il Conte la rinchiuse in una stanza del Castello di Donnafugata. I fedeli della regina riuscirono poi a liberarla e a catturare il Conte. Secondo alcuni il nome Donnafugata deriverebbe proprio da questo episodio.
Nel cinema il castello è anche il set della narrazione di Giuseppe Tornatore “L’uomo e le stelle” oltre che uno dei luoghi dei racconti di Camilleri.

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RAGUSA IBLA E IL PALAZZO AREZZO DI TRIFILETTI

In siciliano lusu, ovvero “che giace sotto”.

Cosa giace sotto la bellezza struggente e severa del barocco siciliano, nelle case aggrovigliate in un intreccio di finestre e sculture, balconi e corti nascoste, tende ricamate e panni stesi?
Ibla si trova su una collina a circa 400 metri di altezza, è la parte più antica di Ragusa ed essendo in posizione sopraelevata, domina la parte moderna della città.
Non si tratta soltanto di una visita culturale. E’ come entrare nella tela di un pittore, dove il cielo limpido e carico di blu contrasta con l’ocra dei palazzi nobiliari e delle chiese in tardo Barocco siciliano. In molti sono rimasti estasiati, d’altronde sono 18 i monumenti Unesco della città di Ragusa.
A pochi metri dalla scalinata di ingresso al Duomo si trova il Palazzo Arezzo di Trifiletti.
Aperto al pubblico solo su richiesta perché dimora della famiglia Arezzo di Trifiletti, il palazzo apre le sue porte su una luminosa corte interna, con piante di limoni e arance ed un pianoforte che attende il suo pianista come il resto del palazzo attende i visitatori.
Non è una casa museo ma un palazzo abitato da due generazioni di persone che sanno accogliere con il calore tipico siciliano e che con grande abilità e orgoglio tramandano la storia della loro famiglia attraverso racconti e aneddoti curiosi.
Basta un poco di immaginazione e quelle stanze rivivono lo sfarzo di duecento anni fa, e subito viene voglia di ballare.

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L’ACROPOLI (MOLINO A VENTO) di GELA

Un luogo che ha ospitato l’umanità sin dall’età preistorica ed ha attraversato i secoli, testimone ad esempio dell’età del rame e del bronzo antico.

In posizione sopraelevata, l'Acropoli di Gela domina la pianura sottostante, e fino al 405 a.C. ospitò i principali edifici sacri della città, da dove provengono molti degli elementi presenti nel Museo di Gela. La Necropoli invece sorgeva nella parte occidentale della collina.

Dopo le distruzioni dei Cartaginesi nel 405 a.C. le mura furono ricostruite ma l’Acropoli perse il suo carattere sacro e divenne sede di diverse abitazioni. Dalle scoperte archeologiche è emerso che si trattava di un vero e proprio quartiere cittadino di quel periodo, con case e negozi.

Nel Parco delle Rimembranze, interno all’Acropoli, sono stati ritrovati anche i resti di un tempio in stile dorico, il più semplice ordine architettonico greco e poco più a ovest è stato scoperto un bellissimo tempio dorico dedicato a Athena, la dea greca della scienza.

Dove: Corso Vittorio Emanuele 1, Gela (CL)
Biglietto unico con il Museo Archeologico Regionale di Gela.
Tel: 0933 912626

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MUSEO ARCHEOLOGICO DI GELA

La realizzazione del Museo Archeologico risolse il problema del dirottamento dei reperti archeologici di Gela in altri musei dell'Isola e permise alla città e ai suoi abitanti di conservare, nell’area limitrofa all’Acropoli le testimonianze del loro passato.

Reperti unici e d'inestimabile valore, scoperti a Gela, si trovano infatti nei principali musei d’Italia ma anche in Europa e Stati Uniti; senza contare il grande numero di reperti esportati clandestinamente e che oggi fanno parte di collezioni private in tutto il mondo.

Il museo illustra, attraverso reperti ceramici e bronzei la storia di Gela antica e del territorio ad essa connesso, dall'età preistorica all'età medievale. Di recente è stata allestita l'esposizione del monetiere che conta oltre 2000 monete alle quali si somma il "Tesoro di Gela": monete greche d'argento, rinvenute nel 1956, riferite alle zecche di Gela, Agrigento, Siracusa, Zanclea, Reggio, Acanto ed Atene.

Dove: Corso Vittorio Emanuele 1, Gela (CL)
Tel: 0933 912626

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LE CERAMICHE DI CALTAGIRONE

La città di Caltagirone ha radici millenarie ed ha cresciuto generazioni di artigiani e artisti capaci di interpretare la ceramica come strumento per dare sfogo alla loro fantasia attraverso forme e colori dalla rara capacità espressiva.

Nelle cento e più botteghe si possono trovare presepi, fischietti, pavimenti e maioliche ma anche oggetti di uso comune di una bellezza senza tempo, plasmati dalle abili mani degli artigiani locali.

I decori richiamano la fastosa arte del tessuto e del ricamo siciliano, nei colori carichi e brillanti ritroviamo il luminoso paesaggio siciliano, ma vi sono anche scenari rocciosi che ospitano ad esempio la rappresentazione della Natività di Gesù.

Dal 2003 l’arte della ceramica di Caltagirone è tutelata dal marchio Decop che ne garantisce la provenienza e la fattura esclusiva degli artigiani locali. Caltagirone è una tappa irrinunciabile per conoscere l’equilibrio tra tradizione e modernità di un mestiere così antico.

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LA SICILIA DI PIRANDELLO

Il teatro, la casa e la biblioteca ad Agrigento

Luigi Pirandello, nativo di Agrigento, nelle sue opere e commedie teatrali ci racconta una Sicilia dei primi del novecento, piena di contraddizioni. E’ la più alta personalità della cultura italiana ed europea della prima metà del novecento, tanto da vincere nel 1934 il premio Nobel per la letteratura.
Lumie di Sicilia, Marsina stretta e Prima notte sono delle novelle incentrate sui caratteri della società siciliana contrapposti alla società borghese ricca di preconcetti e maschere.
A pochi chilometri da Agrigento, possiamo visitare la Casa di Luigi Pirandello: una contrada di campagna, chiamata “caos”, a picco sul mare e immersa in un parco di querce e ulivi. La Regione Sicilia ha restaurato la casa ricca di quadri e locandine teatrali e la strada che porta al pino dove si trova l’urna dello scrittore.
All’autore sono stati dedicati anche un Teatro, il terzo in ordine di grandezza in Sicilia, e una Biblioteca museo, ricca di testimonianze storiche dove riscoprire e rivivere momenti storici di una Sicilia d’altri tempi.

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MUSEO DELLA CIVITA’ CONTADINA “A. Marsiano” DI NISCEMI

La Sicilia si sa, nasconde sempre dei tesori poco conosciuti.

Visitare il Museo della Civiltà Contadina è l’occasione per immaginare e comprendere la vita quotidiana del secolo scorso. Il legame tra gli attrezzi da barbiere e quelli da cucito, tra le valige degli emigranti e i piatti rattoppati col filo.
La memoria lentamente riaffiora, come nel caso dei giochi per i bambini a tutti cui abbiamo giocato ma che non ricordavamo più.
Sotto alla ruggine e alla polvere di questi oggetti ritroviamo il nostro passato e le nostre radici, la semplicità delle passate generazioni ed i valori che, è dura ammetterlo, non sono più gli stessi.

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I TERRITORI DELL’OLIO

La tradizione olearia siciliana

Ci troviamo al centro di un territorio che si dedica molto all’olivicoltura, dove le aziende agricole esprimono la loro passione raccogliendosi intorno all’Ulivo, raccontando ciò che di prezioso questa pianta riesce a donare e tramandando gli antichi principi di lavorazione alle nuove generazioni.
La coltivazione dell'olivo è da sempre una costante nella storia agricola siciliana con radici antichissime, anche da un punto di vista spirituale. Basti pensare che per la religione cristiana, l'olivo è un simbolo di pace, festa e prosperità; viene spesso rappresentato nell’arte siciliana come ad esempio nei mosaici di Piazza Armerina (EN) oppure al Museo dell'olio di Chiaramonte Gulfi (RG).

Ecco dunque i frantoi a noi limitrofi per una giornata dedicata alle degustazioni:
La Uliva - 
Riesi (CL) www.lauliva.it
Frantoio Polizzi - Caltanissetta (CL) www.frantoiopolizzi.it 

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PRESIDI SLOW FOOD

Tradizioni della Sicilia meridionale

La Fondazione SlowFood opera in tutto il mondo per salvaguardare le tradizioni alimentari locali, per tutelare la biodiversità domestica e valorizzare le piccole produzioni di qualità. In Sicilia i presidi sono davvero molti, ecco i più vicini alla costa meridionale:

Capra girgentana
Il suo nome deriva da Girgenti (Agrigento) e si riconosce per le lunghissime corna a spirale che possono raggiungere anche i 70 cm.
Nei primi del ‘900 gli allevatori, con le capre al seguito, passavano di casa in casa vendendo e mungendo il latte porta a porta. Oggi continuano ad allevarle al pascolo e il loro latte è rinomato per l’alta qualità e l’ottimo equilibrio tra grasso e proteine.
Tuttavia la girgentana è tra le razze in via di estinzione, anche a causa della scarsa remunerabilità degli allevamenti. Il Presidio SlowFood promuove la produzione di formaggi fatti interamente con latte di capra girgentana, con la speranza di restituire dignità economica agli allevatori e salvaguardare gli ultimi allevamenti rimasti.

Alaccia Salata di Lampedusa
L’alaccia fa parte della famiglia delle aringhe e viene consumata fresca, oppure salata e conservata sottolio; nella storia ha rappresentato il principale sostentamento dei lampedusani nelle lunghe battute di pesca.
Le alacce si pescano oggi come un tempo, con il “cianciolo” (una rete che non danneggia i fondali) e la lampara: Nelle notti buie e di mare calmo la luce della lampara attrae il plancton e i pesci che lo cercano per cibarsene, questi vengono poi accerchiati con la rete e issati a bordo e infine selezionati e messi in cassette con il ghiaccio. Una volta tornati al porto le alacce vengono pulite e messe sotto sale.
Negli ultimi trent’anni il numero di barche lampedusane usate per questo tipo di pesca si è via via ridotto. Oggi solo due famiglie di pescatori dell’isola hanno conservato il metodo tradizionale, che però non è in grado di garantire loro un reddito adeguato.

Il Presidio SlowFood vuole valorizzare la tradizione della piccola pesca aiutando i pescatori a costruire un laboratorio che consenta loro di trasformare il pescato (metterlo cioè sottosale e poi sott’olio) e rivenderlo per integrare lo scarso reddito della pesca.

 [Fonte: www.fondazioneslowfood.it]

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CENE STELLATE

Eccellenze culinarie in Sicilia

A pochi chilometri da Marina di Butera, troviamo due tra i ristoranti premiati dalle guide più rinomate d’Italia, Il Gambero Rosso e la Guida Michelin. Un piccolo viaggio attraverso eccellenze culinarie e segreti golosi della cucina sicula.

Il ristorante La Madia a Licata (Agrigento) dello chef Pino Cuttaia è l'unico locale siciliano ad avere ottenuto le «Tre forchette», il maggiore riconoscimento assegnato dalla guida Il Gambero Rosso. E’ stato anche segnalato come una delle migliori cucine d'Italia, conquistando lo stesso punteggio della celebre Osteria Francescana di Modena e del ristorante Vissani. “Il mio ingrediente segreto è la memoria” è il motto di Cuttaia “Ogni mio piatto contiene sempre almeno un pizzico di ricordi e prova a raccontare una storia. Utilizzo tecniche che citano giochi d’infanzia, episodi di vita quotidiana di una Sicilia ormai lontana nel tempo
[Fonte. Il Gambero Rosso] 
www.ristorantelamadia.it
 
A Caltagirone, il Ristorante Coria, in pieno centro storico, è tra i dieci ristoranti siciliani premiati dalla guida gastronomica Michelin 2014. Il ristorante è dedicato al colonnello Giuseppe Coria, autore del volume sulla gastronomia siciliana “Profumi di Sicilia”.
Ci ispiriamo a ciò che si fa in casa” spiegano i due Chef Domenico Colonnetta e Francesco Patti, “perché vogliamo trasmettere a chi frequenta il nostro locale gli stessi sapori e profumi di una volta. Lavoriamo molto con i prodotti di stagione, attraverso una costante ricerca delle materie prime, dal pesce, alle verdure, agli ortaggi, a quant'altro ci offre la nostra terra
[Fonte. La Sicilia]
www.ristorantecoria.it

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COOKING LESSON A NISCEMI

Dall’orto alla tavola con Virginia

A Lezione di cucina con una Chef davvero capace, che ha fatto sua l’arte di accogliere e incantare. La magia si compie tra i fornelli, attraverso i profumi, come quello del pane fatto in casa, i sapori, ad esempio della scaccia alle olive (una sorta di focaccia) o delle melanzane sapientemente condite, e attraverso i colori allegri delle verdure. Si, perché i prodotti sono quelli di stagione, presi nell’orto poco prima della lezione. Una cucina mediterranea da condividere e gustare in un ambiente caldo e accogliente, come un pranzo in compagnia degli amici di sempre.

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LE STRADE DEL VINO

La vite e il profumo del mare

La natura ha concesso alla Sicilia, e particolarmente a questa zona mediterranea (definita la "fascia del sole" per via le scarse precipitazioni annuali), le condizioni climatiche ottimali per donare caratteristiche esclusive ai prodotti della terra e del vino in particolare.
La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata «Vittoria» include infatti i territori di tre province limitrofe: Ragusa, Caltanissetta e Catania.
Nella nostra provincia di Caltanissetta la zona di produzione vinicola comprende parte dei territori di Niscemi, Gela, Riesi, Butera e Mazzarino: centro di ineguagliabili bellezze barocche come Modica (famosa per la tradizione cioccolatiera azteca), Scicli e Caltagirone.
Il territorio “Vittoria” deve il nome alla cittadina fondata da Vittoria Colonna Rodríguez che regalò ai coloni alcuni terreni a condizione che li coltivassero a vino. Oggi vanta l’ambito riconoscimento D.O.C.G. “Cerasuolo di Vittoria” frutto del matrimonio tra il Nero d’Avola e il Frappato.
Anche la vicina Agrigento, nota in tutto il mondo per la Valle dei Templi, è anch’essa una zona di eccellenti produzioni viticole. Il “Nero d’Avola”, principe dei vitigni siciliani, in questo lembo di terra affacciato sul mar Mediterraneo, ha trovato un habitat ideale.

Ecco dunque le cantine a noi limitrofe per una giornata dedicata alle degustazioni:
Baglio del Cristo di Campobello, Campobello di Licata - www.cristodicampobello.it
Aziende Agricole Quignones, Licata - www.quignones.it
Tenuta Barone La Lumìa, Licata - www.baronelalumia.it
Feudo Principi di Butera, Butera - www.feudobutera.it
Azienda Agricola G. Milazzo, Campobello di Licata www.milazzovini.com

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LA SCALA DEI TURCHI

Storie di Pirati e di un Commissario

Ci troviamo in uno dei luoghi più suggestivi e surreali della Sicilia. La Scala dei Turchi è infatti una parete rocciosa di un bellissimo color bianco avorio, a picco sul mare. Molto simile alla prua di una nave, è stata scolpita nei secoli da pioggia e vento che oggi ci regalano una gradinata naturale che dal mare sale verso il cielo.
Questi gradoni furono teatro di incursioni da parte di popolazioni di pirati arabi (in siciliano spesso definiti turchi) che in queste acque ormeggiavano le loro navi e si inerpicavano tra le insenature della roccia raggiungendo e saccheggiando i villaggi vicini.

Raccontano che la popolazione dell’attuale Porto Empedocle abbia avuto infine la meglio liberando la Scala dalle incursioni dei Turchi.
Parte della sua popolarità è dovuta anche ai romanzi di Andrea Camilleri, che hanno come protagonista il commissario Montalbano e dove viene citata insieme all’immaginario paese del commissario, Vigata.
Dal Lido Baia dei Turchi si percorrono poche centinaia di metri per raggiungere e scalare (a piedi) la Scala dei Turchi. Dalla cima il panorama si apre sulle splendide spiagge dorate di finissima sabbia, acque tranquille e fondali brulicanti di pesci.
Le vele all’orizzonte portano la mente alle antiche battaglie di pirati, immagini di una Sicilia autentica.

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LA SUGHERETA DI NISCEMI

L’eredita' naturalistica

L’entroterra della provincia di Caltanissetta offre delle Riserve Naturali piene di fascino con boschi, fiumi e valli che si estendono silenziosi per diversi chilometri, prima fra tutti la Sughereta di Niscemi.
La Riserva è nata nel ’97 per preservare quel che resta della Sughereta, una quercia sempreverde molto simile al leccio, come esemplare naturale e testimonianza del passato e della storia delle contrade limitrofe che basavano proprio sul sughero la loro economia.

Si parla di un'area di quasi 3.000 ettari e di alberi che superano i 15 metri di altezza, tra i più grandi del Mediterraneo, lì da oltre 100 anni. 
Dalla loro corteccia si ricava il sughero attraverso un procedimento antico e tramandato di generazione in generazione. In passato questo bosco è stato uno dei giardini prediletti dai nobili per grandi battute di caccia data anche l’abbondanza della selvaggina.

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LA COSTA AGRIGENTINA

Lontani dalla folla

Chi ha la fortuna di esplorare la Costa Agrigentina scoprirà una Sicilia costellata da una moltitudine di calette nascoste e spiagge di sabbia finissima modellata dal vento, che si alternano a isolotti, castelli e borghi di pescatori. Siamo al centro di una delle zone meno frequentate dal turismo di massa della regione, un’area che conserva ancora intatta la sua autenticità, sullo sfondo anche qui i racconti di Andrea Camilleri e le vicende del commissario Montalbano.

Un territorio punteggiato da una natura selvaggia, un litorale di rara bellezza e siti di notevole interesse culturale, primo fra tutti la Valle dei Templi.
La mente qui può viaggiare e seguire le storie di antichi popoli in un susseguirsi di suggestioni, panorami mozzafiato, profumo di sale e di alghe con qualche piccola sosta culinaria in riva al mare. Poi, quando il sole tramonta, tutto si tinge di una luce porpora che ci ricorda che siamo davvero a due passi dall’Africa!

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Sicilia, il bello del mondo

Parole che descrivono perfettamente la più grande isola del mediterraneo, una regione letteralmente baciata dal sole. La Sicilia è terra di grandi conquiste, abitata e vissuta nel corso dei secoli dalle più grandi civiltà della storia; dai greci ai romani, dagli spagnoli ai Borboni, un mix di culture che ritroviamo ancora oggi nelle tradizioni popolari e nei tanti monumenti e centri di interesse di questa affascinante isola.

Chi ha la fortuna di esplorare la Costa Agrigentina scoprirà una Sicilia costellata da una moltitudine di calette nascoste e spiagge di sabbia finissima modellata dal vento, che si alternano a isolotti, castelli e borghi di pescatori. Siamo al centro di una delle zone meno frequentate dal turismo di massa della regione, un’area che conserva ancora intatta la sua autenticità. Sul promontorio che guarda il mare svetta la Valle dei Templi, eccezionale testimonianza storica della Magna Grecia che offre uno scenario tra i più suggestivi della regione.

Ma la natura ha concesso molto di più alla Sicilia offrendo le condizioni climatiche ottimali per donare caratteristiche esclusive ai prodotti della terra e del vino, un viaggio enogastronomico dunque, attraverso tradizioni alimentari e antichi princìpi di lavorazione alla scoperta dei sapori autentici di una volta.

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IN COMPAGNIA DEGLI ASINI

Trekking con l’asino ragusano

Il trekking someggiato è semplicemente un trekking in compagnia degli asini che non trasportano le persone ma solo la “soma” ovvero i bagagli che occorrono durante l’escursione. I bagagli vengono montati su una sella costruita secondo tecniche rudimentali utilizzando corde e paglia come vuole la tradizione.
L’asino ragusano riassume in sé il carattere di questa terra: testardo, superbo a tratti, ma dotato di estrema dolcezza e socievolezza. Anche se da sempre è considerato un animale stupido per via della sua ostinazione, in realtà è tutt’altro che sciocco, anzi, è decisamente riflessivo e intelligente. Lo sguardo di un asino può essere malinconico e dolce, ricco di saggezza e umiltà, ti osserva con interesse e si unisce alle attività che lo circondano.
Uno dei sentieri che è possibile percorrere in compagnia degli asini è quello dell’anello della Corulla, sui Monti Iblei a circa 100 km da marina di Butera. Un percorso di circa 5 km lungo un'antica mulattiera, attraverso piste forestali e una ferrovia dismessa.

Il Passo dell’asino
Monterosso Almo – Ragusa
www.ilpassodellasino.it

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TREKKING ED ESCURSIONISMO

Nel Parco dei Monti Sicani

Esiste una Sicilia un po’ diversa, lontana dalle città e dalle spiagge assolate, una Sicilia agricola legata alla cultura rurale dove i paesaggi sono modellati dal lavoro dell'uomo e la vita scorre lenta e tranquilla come pochi conoscono.
I Monti Sicani hanno vette che raggiungono anche i 1578 metri, sono dei rilievi calcarei ricchi di biodiversità paesaggistica e rappresentano un grande valore naturale ed ambientale; ci si può spostare in macchina o anche in bicicletta, ma chi vuole approfittare delle belle giornate, può andare il più possibile a piedi e fare un po’ di trekking in luoghi dove l'aria è pura e l'ambiente è ricco di verde.
Il Parco dei Monti Sicani si estende per dodici comuni in provincia di Agrigento e Palermo, e comprende un antico patrimonio storico di diciassette piccoli comuni che ancora tramandano antichi mestieri e  producono tipicità locali come le carni, i formaggi, e l’artigianato. Qui storia e leggenda si confondono in un appassionante susseguirsi di aree archeologiche e grotte naturali, magnifici paesaggi naturali e viuzze di paese.

Trekking ed escursioni a Sant'Angelo Muxaro
Adagiato sul versante meridionale dei monti Sicani, a 30 Km a nord da Agrigento (80 km in tutto da Marina di Butera) è uno dei centri più importanti della Sicilia e sembra che abbia ospitato, nell'età del ferro e del bronzo, un florido centro abitato. Leggenda narra che qui fu assassinato il re cretese Minosse e sepolto in queste campagne.
Lungo le pendici del Colle Sant'Angelo Muxaro troviamo una necropoli sicana. Il colle ospita inoltre delle splendide grotte di interesse speleologico e naturalistico come la naturale Grotta di Sant’Angelo Muxaro o la Grotta Ciavuli.
Numerose escursioni e sentieri anche su monte Cavallo e valle del fiume Platani: Il percorso si snoda lungo la valle del Platani e l'area di Monte Cavallo (a circa 80 km da Marina di Butera), in una zona ricca di interessi naturalistici, paesaggistici e archeologici.
Per chi vuole raggiungere la vetta più alta dei Monti Sicani può scegliere diversi percorsi che conducono al Monte Cammarata (a circa 100 km da Marina di Butera) le cui vette toccano i 1.578 metri d'altitudine.

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INSIEME AI PESCATORI

La Sicilia degli uomini di mare

Mai condiviso una giornata quella di un pescatore? E’ certamente un modo diverso di concepire la vacanza, un’occasione unica per conoscere il volto della Sicilia meno noto, ma anche uno strumento di divulgazione della cultura del mare e della pesca.
Trascorrere una giornata a bordo di un peschereccio accanto ai pescatori, conoscere l'ambiente costiero ed i segreti delle profondità marine, osservare antichi ed affascinanti metodi di cattura, gustare il pesce appena pescato riscoprendo le ricette della tradizione locale, praticare la pesca sportiva a bordo e infine bagnarsi in posti inaccessibili da terra scoprendo piccoli gioielli naturalistici. Un esempio di turismo sostenibile veramente autentico.

L'attività di pescaturismo, regolamentata da un decreto ministeriale del 1999, prevede che i pescatori possono ospitare a bordo delle proprie imbarcazioni un certo numero di persone non facenti pare dell’equipaggio, offrire attività turistiche e ricreative come escursioni lungo le coste, osservazione della pesca, ristorazione a bordo o a terra e così via.
Diverso è invece l'ittiturismo che come attività principale prevede il soggiorno nelle case dei pescatori, la ristorazione e i servizi ricreativi e culturali finalizzati alla salvaguardia degli ecosistemi acquatici.
Lungo la costa meridionale vi sono infatti vi sonno diverse cooperative di ittiturismo che offrono attività didattiche dove adulti e ragazzi possono partecipare alle attività di pesca e sostenere la cooperativa nel suo obiettivo di diffondere la cultura del mare e della pesca. Generalmente queste realtà si occupano anche della preparazione di piatti tipici con generi alimentari artigianali locali (di “filiera corta”), organizzando degustazioni di prodotti come il pesce salato, secco e sott’olio.

Un esempio si trova a Trapani, La Cooperativa Ittiturismo La Tramontana è stata tra le prime aziende trapanesi ad aderire al progetto di Promozione “Miglio Zero” promosso dalla Provincia di Trapani per  promuovere il prodotto ittico locale.
www.ittiturismolatramontana.it

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IN BARCA A LICATA

Per i veri amanti del mare, la barca è il mezzo ideale per scoprire la costa intorno a Licata e bagnarsi nelle splendide acque di questo tratto di Sicilia, tra un tuffo nel blu, un aperitivo sull’acqua e un tramonto degno della tela di un pittore.

Il porto di Licata, specialmente la mattina, è un piccolo crocevia cittadino, animato dal via vai di pescherecci e dai pescatori che scaricano il meglio che il mare siciliano ha da offrire.

La prima tappa è l’insenatura del Castello di Falconara, splendido scenario per un primo tuffo. La navigazione prosegue lungo la costa per ammirare il paesaggio e le sue calette. Il tempo di ancorare nel tratto di mare antistante l'Isola della Rocca ed è già ora di un altro bagno. Infine, mentre sull’acqua si riflettono i colori intensi del paesaggio, comodamente sdraiati in barca si potrà degustare un ottimo aperitivo accompagnato da rinfrescanti bollicine.
Una giornata emozionante, per dimenticare la frenesia della vita quotidiana lasciandosi cullare dalle onde.